Jacques Lecoq ed il Teatro del Gesto

 

Lavorare perchè il corpo agisca al limite delle sue possibilità nell’ l’emergenza e l’immaginario (LECOQ : p 53)

Fondatore della " Scuola Internazionale di Teatro Jacques Lecoq " a Parigi, quest’ ultimo fu un artista, un creatore, un cercatore; un uomo che, da più di mezzo secolo, ha lavorato fuori da ogni moda e da ogni compromesso. E’ oggi un maestro incontestato nel campo della pedagogia teatrale. Propone lo sguardo di un uomo di precisione, ma anche quello di un poeta per il quale ogni certezza ha una parte d’instabilità e di dubbio. Trasmette l’esperienza vivente di un artista che ha cercato di scoprire nelle leggi universali del movimento, dello spazio, del gioco e della forma, i mezzi necessari al creatore per trasporre la realtà in un linguaggio personale. Numerosi artisti e compagnie rivendicano oggi di far parte della sua " scuola " e si appoggiano sul suo insegnamento. Tuttavia, si può constatare che dei frammenti del suo lavoro vengono spesso usati fuori dal loro contesto diventando così un metodo in più di " training di attore ". Sarebbe dimenticare che il senso profondo di questa pedagogia della creazione fosse direttamente legato al percorso che essa propone nella durata e all’impegno che richiede quanto all’artista che all’essere umano. Si tratta di una pedagogia che nasce dalla vita stessa e che dà una possibilità al teatro di rimanere vivente lontano dai modelli o dalle tecniche sclerosi.

 

Prendendo il movimento ed il gesto come base di lavoro e come ancoraggio essenziale nella formazione dell’attore, essa propone tuttavia un apprendimento del mestiere di attore (e di essere umano) di pieno diritto e la ridefinizione di un mimo drammatico che tocca al ritmo stesso del vivente e che precede la parola : percepire le leggi che organizzano la vita, da dove nascono le leggi di gioco del teatro, a partire da un’osservazione della vita quotidiana e della natura. E’ per il nostro corpo, che prendiamo a conoscenza del mondo che ci circonda, mimandolo. Della riproposta del gioco alla mimodinamica e alla geodrammatica, l’originalità di questa pratica risiede in questa scoperta dal corpo " che mima " degli ancoraggi profondi del gesto e delle azioni umane. Risalendo nei grandi territori drammatici (Tragedia antica, Commedia dell’arte, pantomima, melodramma…), Lecoq va in cerca di quello che si recita di essenziale nell’essere umano. Ogni alunno ed artista, che fa la scommessa di questo impegno, naviga a proprio " rischio e sorpresa " e forgia la sua personalità di creatore.

Maschere : Giochi e posta in gioco

Laboratorio di pratica teatrale realizzato all’IUFM di Saint-Germain-en-Laye, i giorni 27 e 28 maggio 2002

Per parafrasare Jacques Lecoq, diremo che " il teatro e la creazione sono affari di esperienza vissuta, di trasmissione orale e di durata. Non è facile dire con delle parole ciò che l’esperienza fa toccare con mano in modo vivente ".

 

O ancora :

 

" Insegnare, è aiutare il gioco a svilupparsi, dal ripetersi del gioco della vita al più vicino della sua espressione, fino ad altri giochi tendendo alla creazione, verso una trasposizione, una trascendenza, che fa vivere l’invisibile delle cose e degli esseri, e fa entrare il teatro in poesia. …

Insegnare, è aiutare l’altro a svilupparsi essendo sufficientemente disponibile fisicamente e mentalmente, per lasciargli aprire il suo spazio. "

L’obiettivo di queste due giornate, è stato di abbordare le nozioni di " Corpo Poetico " come pensato da Jacques Lecoq, attraverso il corpo in movimento e le tecniche del gioco mascherato. Si trattava di capire i principi di base del gioco di attore : la presenza in scena, il corpo significante, il gioco con un partner, la maschera (neutra ed espressiva, Commedia dell’arte). Poi di dare ai partecipanti dei mezzi per animare e fare lavorare un gruppo.

Maschera neutra :

La maschera neutra ci porta nel mondo dell’equilibrio e del silenzio precedendo il movimento e la parola. Dall’impressione all’espressione, è il supporto di una esplorazione mimodinamica dello spazio corporale e delle passioni umane attraverso i ritmi e le forme della natura e del vivente (elementi, materie, colori, luci, animali...). Si tratta di un lavoro sul processo che porta al gioco dall’ l’atto di essere in scena fino all’abbozzo di personaggi e la loro messa in situazione. Il livello di gioco raggiunge con la maschera neutra, supera l’aneddoto e tende verso l’universale.

 

Commedia dell’arte :

Maschere di caratteri, propongono un gioco estremo e irriverenti spingendo l’attore ed il personaggio nei loro limiti, al di là dell’aneddoto e del naturalismo : passioni e contraddizioni si ritrovano nella maschera e la contromaschera. Entriamo direttamente nella commedia umana. Ogni maschera di Commedia ha lasciato un personaggio che la tradizione ha modellato sotto i lineamenti fisici, corporali, caratteriali, ne fanno un archetipo, definito in un ruolo particolare (Zanni, Arlecchino, Brighella, Pantalone, Dottore, Capitan). Scoperta di questi personaggi, sotto la loro forma tradizionale e contemporanea.

Traduit du français par                                                                    Fransoise Simon

Caroline di Milla